Wish list estiva

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Borsa nera (tipo quella in foto, ma anche no…)

Una tuta (ma non la comprerò, non sono un’acciughina e sembrerei in pigiama)

Una gonna a matita (questa m’attira proprio)

Un giubbino jeans (da mettere con i vestitini freschi freschi)

Dei sandali a listini, magari un po’ aggressivi tipo questi


Una cinturina intreccciata (sempre con i vestitini, o le casacche o boh…)

Una cintura alta, magari un OBI ( per sottolineare il punto vita)

I want to go shopping so badly…


The pursuit of Happiness

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Un po’ di tempo fa Velies Thyrrens scriveva

“Se esistesse una pilola miracolosa che vi trasforma istantaneamente in eterosessuali, la prendereste?”, avevo domandato tempo fa, tra il serio e il faceto. La mia personale risposta, peraltro basata esclusivamente su ragioni di convenienza pratica, è stata”si, senza il minimo dubbio”

[…]

Purtroppo la situazione, nonostante tutti i discorsi che si fanno in TV e altrove, è quasi insostenibile.

Ma di chi è la colpa? Della società? Della scuola che non educa? Dei gay che non mostrano il loro lato “normale” che viceversa faciliterebbe la loro integrazione? NO: la colpa è esclusivamente degli etero, e di nessun altro (l’identità di genere infatti viene molto prima dell’essere legislatori, genitori, educatori).

La cosa mi aveva colpito moltissimo… Così ho deciso di rispondergli:

Sento il dolore che c’è dietro alle tue parole, lo rispetto e lo comprendo.
Voglio che tu sappia però che per me godere di diritti che a “voi” non sono garantiti è una sofferenza, neanche lontanamente paragonabile alla “vostra”, ma comunque una sofferenza.
Mi spiace per il tuo dolore, per questo mi adopero nel mio piccolo perchè altri non ne debbano soffrire.
Scusaci, perchè alla fine, nonostante tutto, hai ragione tu, è colpa degli etero.

Ecco, il motivo per cui la foto all’inizio del post mi fa tanto bene al cuore è riassunta nella frase qui sopra.
Perchè se così fosse anche in Italia, non mi sentirei una privilegiata il giorno in cui pronunceremo il nostro sì attorniati dal vostro affetto (perchè ci sarete, vero?!). Eh sì perché, ci crediate o noi, quel giorno un pensiero sarà anche per questa inguistizia, per “voi”, per tutti “noi”.

Auguri e lunga vita a Teresa ed Helena!!!


Born to be Wild…

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Ci aspettano 2 giorni di campeggio selvaggio in compagnia di Papà e dei suoi amici di gioventú, destinazione Polesine… Vi sapremo raccontare!!!
Io ho già l’occhio a mezz’asta: ieri sera addio al nubilato selvaggio con go-go boys… Evviva Michela 🙂
Buon weekend!!!


Forse…

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Forse avevo sottovalutato, lasciato morire di consunzione lentamente questo lavoro.

Forse mi serviva un lavoro-parcheggio per non accumulare ulteriore stress.

Forse mi sono adagiata sulla vostra indeterminatezza, invece che vedere in questo po’ di lassismo un’opportunità per esprimermi.

Il mio peggior difetto è la pigrizia, o meglio in  mancanza di stimoli continui mi trasformo in un’ameba, senza forma nè convinzione. E più mi annoio e più mi impigrisco e più mi impigrisco più mi annoio.

Forse è molto colpa mia, forse è anche colpa vostra.

Forse è colpa vostra che ultimamente non mi avete filato di striscio, che non si capisce chi comanda chi, come e perchè, che non si capisce mai quanto e quando posso pretendere qualcosa da voi.

Forse è colpa vostra che fate tutti altri lavori, che i VSF sono una specie di altruistico passatempo, ma alle volte da me pretendete cose anche impossibili, in modo totalmente discontinuo.

Forse è che non mi sentivo granché tutelata/valorizzata/assistita.

Com’è come non è avevo cominciato a chiamarvi Veterinari Senza Speranze, chè non avevo più speranze per il mio futuro con voi.

Oggi però mi avete dato la sveglia, sottoforma di incentivi, fiducia e qualche rimbrotto.

Ora so che non avrò più un lavoro parcheggio, ma che finalmente avete deciso di darmi retta, di seguirmi, di affidarmi un progetto serio e stimolante.

Ora per me non vi chiamerò più “Veterinari Senza Speranze” (almeno epr un po’), casomai Senza Organizzazione, ma su questo sento che possiamo lavorare assieme.

Evviva!


2 giugno

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Giornata di ferie per fare tutto ciò che normalmente non riusciamo a fare:


Tino si occueprà della Lambra per luuuunghe ore, oliando, montango, scartavetrando etc etc etc


Io metterò a posto la mia camera, che sembra l’asteroide di Armageddon dopo che Bruce Willis ci ha dato dentro con la trivella (ehm…).

Ovviamente queste incombenze ci separano, ma non era più possibile rimandare, io avevo ancora l’armadio pieno di maglioni che spero di non dover più usare.

Anche il pranzo ci vedrà separati, poi però correrò verso la Riviera del BRenta ad abbracciare il mio Tino, che mi aspetta mugolante e sporco di grasso vicino alla nostra Bimba… Chissà se si è ricordato di mettersi la tutona da meccanico che gli ha regalato la suocera 😀

La vita a due ci manca, sempre di più, sarebbe molto meglio poterlo abbracciare il mio Tino ogni qualvolta necessito di una pausa dalla noiosissima occupazione di piegar maglioni (cioè ogni 5 minuti), ma ahimè dovremo aspettare per poter fare i casalingui disperati in due 😀

Poi chiuderemo la giornata con aperitivo+cenetta rivierasca con gli Sposi di Settembre, niente male, no?!

Buon 2 giugno a tutti voi! Voi che fate?!



Just another full week-end…

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Un altro dei nostri movimentatissimi weekend.

Lavoro, lambrettistici incontri, un colpaccio di shopping inaspettato (di cui vi fornirò i dettagli più avanti), i motoi rombanti del rally della marca che c’hanno assordati assieme a papà e fratellino.

Poi una domenica di super lavoro, di servizio, di volontariato-lavorativo: 200 atleti che si disputano un titolo regionali, 330 pasti da servire, tavole da spreparare, panche da accatastare.

Tutto con il mio Tino, anche se l’impegno era mio lui s’è impegnato quanto e più di me.

Un po’ di occhiatone e complimenti dagli alpini impegnati in cucina, che mi vedevano correre qua e là come una matta (che fanno sempre piacere, sorpattutto perchè il Tino arrivava subito a marcare il territorio 😉 ).

Poi una doccia veloce a casa, la voglia di smettere i panni della volontaria in polo e tuta e di mettere un vestitino leggero e i tacchi per andare a vedere degli amici che recitavano a teatro.

Una serata carina, quasi calma. Tornati tardi, ovviamente…

Stamattina sono una catorcio catorcioso, ma come sempre ne vale la pena.

Ma vorrei un nido tutto mio, per stare qualche giorno anche ad oziare tra le tue braccia, senza un perchè.

Oggi vi auguro una buona settimana con una canzone che mi ricorda tanto l’estate, sperando che arrivi presto, ma vi segnalo anche questo post, a cui sono arrivata tramite Byb e Asa_Ashel, perchè certe cose non vanno MAI dimenticate.


Volare…

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E volavo volavo felice
piu` in alto del sole ed ancora piu` su
mentre il mondo pian piano spariva
lontano laggiu`.
Una musica dolce suonava soltanto per me.

E continuo a volare felice
piu` in alto del sole ed ancora piu` su
mentre il mondo pian piano scompare
negli occhi tuoi blu.

Oggi mi sento i piedi di piombo però… Come faccio a volare?!


Meglio?!

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Ho seguito le dritte del fashion-guru 😀

Non so se si capisce, ma sono entrata in panico-look e visto che a voi il giochetto sembra piacere…

(il terzo vestitino l’ho già comprato 😛 )

(ahn, per la cronaca al vestito-tovaglia non rinuncio mica, ho fatto il fioretto che lo comprerò quando la bimba sarà pronta per partire… Ad un ritrovo di lambrette farei indubbiamente figura, non trovate?!)





Gelosia portami via…

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Ma soprattutto sono un po’ troppo gelosotta a volte…

Tipo ieri sera, ad esempio. Non è che io non mi fidi di te, anzi, è anche per questo che in fondo quando ti rompo le scatole e ti faccio le scenatine al telefono, c’è sempre una buona dose di esagerazione e ironia. Mi rendo conto però che il gioco è bello se dura poco, ieri sera invece l’ho tirata per le lunghe e tu ci sei rimasto male.

Scusami bubu.

Ho sentito questa canzone per radio stamane e ho pensato che cadeva a pennello

I don't need your freedom
*Boy* all I want right now is you

P.S. Ma che capelli meravigliosi aveva George?!

P.P.S. Questo post fa il paro e lo sparo con il post di Skram. Ma giuro che non sono mai arrivata al punto di impedirgli di uscire, al massimo rompo dopo, come in questo caso. Non che sia giusto, ma… la ragione non centra molto con la gelosia.