
Bubu ama Bubu

Bubu ama Bubu
(Muahahahaahaha…)
Pessima salute. L’uomo non è fatto per stare seduto tutto il giorno davanti ad un monitor, ma neanche per entrare/uscire dalla sala macchine con lo sbalzo di temperatura che tutti in estate conosciamo bene. Ma non finisce qui. Chi lavora in IT spesso è costretto ad orari che variano a seconda dei problemi, con il risultato che si mangia e si beve quello che si trova, siano le 11 di sera o le 3 di notte. Per tenervi un po’ su di tono, evitate di consumare la pausa pranzo davanti al monitor (la tua bubu te lo dice sempre sempre sempre) e di bere troppo caffè delle macchinette: se riuscite fatevi un passeggiata, anche se si tratta di girovagare in mezzo al parcheggio aziendale (che tristezzaaaaaaa).
Il computer non è il vostro migliore amico. Questo è spesso sottovalutato: quante ore di vita sociale vi toglie il pc (“Basta Bubu, molla il pc/imac/ibook/pc di casa di bubu!!! Io vojo le coccoleeeeee!!!”)? “Spegnete” i soliti contatti e cercate di uscire con persone che non si occupano di IT ne a livello professionale ne a livello amatoriale, vi farà bene.
Stress. Qui sfondiamo una porta aperta. C’è lo stress di chi dai piani alti vi chiede vi fare qualsiasi cosa senza darvi i mezzi, c’è lo stress derivato da dover prendere ordini da chi confonde l’XML con l’XLS, e quello di dover passare il tempo a tappar buchi semplicemente per la negligenza e l’inettitudine altrui. E lo stress continua anche dopo l’orario lavorativo, con schiere di famigliari (da includersi anche i famigliari della propria bubu), amici, e amici di amici che vi telefonano o peggio bussano direttamente alla vostra porta, perchè il loro computer è andato in “tilt”. E non importa che voi siete il Dio dei mainframe, perchè per loro siete semplicemente quello che “lavora nei computer” (“Simone, tu che sai…..”).
Aiuto Bubu, sei proprio tu!!!
Devo salvarti da questo infernooooooo!!!
Non è necessario che tu sia sempre nel giusto
Lasciami incassare qualche colpo al posto tuo stanotte.
E sei tu (che vedo) quando mi guardo allo specchio
Se tu (a cui assomiglio) quando non rispondo al telefono.
A l mio papà Gustavo. Il mio primo grande amore.
E anche a papà Ezio che mi ha “adottata”.
In questo video sono riassunte tutte le ragioni migliori che mi hanno spinto a laurearmi in “Cooperazione allo Sviluppo”. Tutte le ragioni che mi spingono a lavorare per una ONG. Tutte le ragioni che ho per sperare nel futuro.
The Girl Effect.
Ieri sera qualcuno mi ha detto:
“If prostitution is the rental of the body, Marriage is the sale”, che sarebbe a dire “Se la prostituzione è l’affitto del corpo, il matrimonio ne è la vendita”.
Sulle prime m’è solo venuto un sorrisetto. Stamane ho pensato alla risposta:
” ‘Cause I am a freak bitch baby…”
Bon Voyage!
Eccoci, dopo un po’ di giorni dall’annuncio, cominciamo a tirare le prime somme.
Si sono prenotati:
Sotto a chi tocca, sempre che ci sia qualche altro interessato… Noi vi attendiamo!!!
A breve vedrò di fornirvi una lista degli invitati “extra” blog, così potrete farvi un’idea… Anche se da un rapido conteggio direi che forse il numero massimo previsto è un filino esagerato… mah… Vedremo!
Spero solo che sia bel tempo 😀
Penso a te prima di dormire
guardando il sole che fa spazio all’imbrunire
in questa terra lontana da casa
lontana da te che sei la mia casa
ovunque tu sia tu sei l’anima mia
sei un campo di malinconia
quando non sono da te,
sei un campo di frutti dolcissimi
quando sei qui con me
contadino del cuore
la mia gioia mi costa sudore
io ti amo e fuggo lontano
la misura di quanto ti amo è il pianeta
di ogni viaggio lontano da te sei la meta
io re magio tu stella cometa…
mi devo allontanare da te per vederti tutta intera
devo fare finta che non ci sei per scoprire che sei vera
questa sera la signora dell’albergo ha cucinato le patate come le fai tu
arrosto un po’ croccanti fuori e morbide nel cuore
proprio come le fai te… proprio come te
mangiandole mangiavo te, come una comunione
e son scappato via perché da troppo amore non so respirare
amore amore amore amore…
questa parola vista da lontano mi fa sentire un pellegrino, un penitente,
un cavaliere errante, un mezzo deficiente
io ti amo e fuggo lontano,
la misura di quanto ti amo è il pianeta
di ogni viaggio lontano da te sei la meta
io re magio tu stella cometa
Qualcuno di voi potrà pensare che Lorenzo, aka Jovanotti, sia un po’ un cretino, un mezzo deficiente, come dice lui,
ma ci sono occasioni, come questa, in cui le sue parole d’amore mi tolgono il respiro.
Sei un campo di malinconia, quando non sono da te
Sei un campo di frutti dolcissimi, quando sei qui con me
ATTENZIONE: Questo post rimarrà appeso qui in alto ancora per un po’,
ma qui sotto la vita del blog continua!!
Io e la mia socia, l’egregia Marple, ieri abbiamo organizzato un riservatissimo meeting, a suon di pasta all’uovo e manicaretti, per cominciare ad organizzare in esclusiva per voi…
Ovviamente, come per la precedente edizione (per le putate precedenti vedi qui, qui, qui, qui e qui)questo post è il luogo ideale per farsi avanti, prenotarsi, azzannarsi/azzannarci, strappare la promessa di un posto a tavola/un posto letto.
L’evento è previsto per Domenica 4 Aprile, per festeggiare insieme con doverosa abbondanza la Santa Pasqua ed il genetliaco della sottoscritta. Si pensava ad un pranzo espanso, una specie di scampagnata casalinga, un’abbuffata senza precedenti 😀
Dato che si tratta pur sempre del mio compleanno, pensavo di invitare anche qualche amico della cricca “extra blog”, ma vorei che fosse chiaro a tutti voi amici, che non vorrei che la presenza di eventuali estranei vi tolga la libertà ed il beneplacito nel comportarvi da pazzE quali siete, gli amici miei sono amici vostri e quindi saranno amichevoli, sennò se ne possono anche andare aff…
Tutti coloro che se la sentono sono pregati di farsi avanti, senza falsi pudori nè imbarazzi, siamo qui, siamo tanti, siamo belli belli belli in modo assurdo (TUTTI nessuno escluso), siamo super simpatici, quindi aggiunte rispetto alla prima versione saranno benvenute 😀 Se i posti letto a disposizione non dovessero bastare, troveremo qualche soluzione.
Allora fatevi avanti, passati un paio di giorni, raccolti i consensi e i dinieghi passeremo alla stesura di una mailing list per i dettagli organizzativi e logistici, senza ammorbare chi non ci potrà/vorrà essere con le nostre ciance ^_^
P.S. Garantisco che non verranno scattate né distribuite foto senza il consenso dei soggetti… Ho imparato dai miei errori 😉
I bambini sono meravigliosi!!
“I mariti sono maschi, le mogli sono femmine. voi siete maschi tutti e due quindi siete tutti e due mariti”
“Sì”
“Siete sposati l’uno con l’altro?!”
“Sì sì siamo entrambi mariti”
“E’ così divertente!”
“Di solito vedo mogli&mariti, ma questa è la prima volta in assoluto che vedo mariti&mariti”
^_^
“Questo significa che vi amate l’un l’atro, giusto”
“Sì”
“Fico! Siete così simili, così simili”
“Vado a giocare a ping pong, potete venire se vi va!”
Non sembra così complicato detto così, vero?!
Da qualche parte nevica, qui invece soffia un vento freddo, forte ma indeciso, a folate, frastornato come me.
Ho tanti pensieri, troppi pensieri, pensieri anche positivi o comunque non negativi, ma comunque sono troppi. Non riesco a metterli in fila, a riordinarli, non ho tempo neanche per pensarli, ma so che sono lì, pronti per essere elaborati, bussando alla porta della mia mente affollata, un po’ si intristiscono perché non li faccio crescere, non li coccolo.
Vorrei regalarmi una settimana bianca, ma non sugli sci, una settimana che sia bianca perchè c’è la neve ce cade fuori, ché la neve da sempre mi rilassa, mi rallenta, mi impedisce di friggere nei mille impegni.
Una settimana senza ferie, ma impegnata a fare qualcosa di manuale, cucire, cucinare, praparare torte, marmellate, insomma una settimana che mi costringa a muovere le mani, a combinare qualcosa con queste mani che spesso mi servono solo per battere i tasti sulla tastiera, per guidare, insomma per non produrre niente di concreto, che pesi, profumi, che abbia una consistenza, un odore.
Dicono che produrre qualcosa di concreto ti aiuti a mettere in scala tutto il resto. Ecco ho bisogno di ritrovare una scala, un metro di giudizio, un metro di paragone, un ordine di importanza.
Sennò finisce che divento storna (che vorrebbe dire che mi gira la testa).
Pensieri rielaborati grazie ad uno scambio di sms con un certo vignaiolo, chiuso in una cantina con la neve che cade fuori, che mi ha offerto una settimana proprio come quella di cui ho bisogno, settimana per me ovviamente irrealizzabile…
A noi donne, che sappiamo portare la vita e sopportarne i pesi.
Ché la vita ci riconosca quel ruolo per il quale oggi lottiamo con le unghie e con i denti,
senza che spesso ci venga riconosciuto.
Ché il futuro ci schiuda le porte dei palazzi del potere,
ma non per raggiungere il lettone di Putin o il sottobosco delle scrivanie.
Ché in famiglia e/o nel lavoro noi riusciamo a raggiungere quell’incredibile squilibrio che in fondo ci piace,
perchè solo noi lo sappiamo mantenere.
Perchè in fondo vogliamo solo la libertà di poter scegliere che donna essere.
She can kill with a smile, she can wound with her eyes
She can ruin your faith with her casual lies
And she only reveals what she wants you to see
She hides like a child, but she’s always a woman to me
She can lead you to love, she can take you or leave you
She can ask for the truth, but she’ll never believe you
And she’ll take what you give her as long it’s free
Yeah, She steals like a thief, but she’s always a woman to me
Ohhh… she takes care of herself
She can wait if she wants, she’s ahead of her time
Ohhh… and she never gives out
And she never gives in, she just changes her mind
And she’ll promise you more than the garden of Eden
Then she’ll carelessly cut you and laugh while you’re bleeding
But she’ll bring out the best and the worst you can be
Blame it all on yourself ‘cause she’s always a woman to me
She’s frequently kind and she’s suddenly cruel
She can do as she pleases, she’s nobody’s fool
And she can’t be convicted, she’s earned her degree
And the most she will do is throw shadows at you,
But she’s always a woman to me
Riporto qui una accurata selezione delle parole dell’esimio Monsignor Oddo Fusi Pecci, vescovo Emerito di Senigallia, tratte da Metilparaben, ma pure da qui, che non si dica che siamo i soliti comunisti che travisano tutto.
Il ruolo biologico della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto di vista il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli. La donna è biologicamente deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona madre educa i figli. Ora mi domando come possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo.
Ecco, sapete che vi dico, eccellenza illustrizzima, questa qui sotto è la mia idea di casalinga,
alla quale cercherò di attenermi il più possibile:
(magari gli strusciamenti su orde di ballerini, per quanto colte, le lascio a Freddie, ma per il resto…)