Stamattina

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Stamattina Chiara mi ha portato in ufficio questa meraviglia qui


Si chiama Marta, ha poco più di 4 mesi e con i suoi acquosi occhioni azzurri mi ha sciolto il cuore come un cioccolatino all’equatore.

Mi ha anche fatto l’onore di accomodarsi gorgheggiante tra le mie braccia facendomi un milione e mezzo di sorrisoni.

Da due annetti a questa parte (ehm…) i neonati mi commuovono tanto tantissimo…

Chissà che significa…


Puff… Pant!

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Un finesettimana in apnea:

Sabato

  • mattina lavoro,
  • tutto il pomeriggio a fare grandi pulizie e preparativi sotto la direzione di Mamma Valeria e Papà Gustavo,
  • la sera ape(ritivo)+cena+bowling+drink con gli sposi (ci siamo suepr dievrtiti, ma abbiamo pure fatto tardi).

Domenica

  • sveglia ore 8.30 per ultimare la preparazione di casa
  • pranzo luculliano e luuuunghissimo con i suoceri a Casa Canel-Montellato, per la prima volta ^_^
  • dopopranzo a riordinare e correre nei campi sotto un’improvvisa pioggerellona
  • dopocena lungo l’autostrada per riportare a casa il Tino
  • ritorno da sola, con la testa piena di “vorrei ma non posso”.

Oggi tanta stanchezza, tanto tanto troppo lavoro, ancora tanti vorrei ma non posso, ma anche la consapevolezza di essere tanto tanto fortunata, anche grazie a lorenzo che me l’ha ricordato.

E poi oggi in mezzo ad un sacco di lavoro c’è stato anche un pranzetto con Michela, radiosa futura sposa, con cui ho scambiato qualche pensiero da donne e qualche regalo ancor più da donne ^_^

Buona settimana e buona notte a tutti :-*



Sul compleanno, la Pasqua e altre amenità…

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L’unica cosa che mi viene da dire per descrivere questi giorni di vacanza e festeggiamenti è Grazie!

Grazie ai miei genitori e al mio fratellino, per avermi ceduto casa per festeggiare. Grazie perché non se la sono presa se ho deciso di non festeggiare il mio compleanno con loro. Grazie perché hanno anticipato il loro fiume di dolcezze sommergendomi e sorprendendomi come solo loro sanno fare.

Grazie ai miei suoceri e a tutti i parenti acquisiti da parte Tuzzato, che mi vogliono tanto bene e non perdono occasione di dimostrarmi il loro affetto.

Grazie al mio Tino perché è il mio Tino. Perché mi sopporta e mi supporta sempre. Perché mi fa sentire sempre amata e coccolata. Perché è un uomo dolce, maturo, sensibile, forte. Perché è il mio uomo.

Grazie a tutti i cuochi (Tino, Gan, Asa Ashel, La Vecchia Marple) che mi hanno riempito la cucina e il cuore di gioia. Vedervi arrivare (a partire dalle ore 10.30 am)  e potervi abbracciare e poi assistere nel balletto delle preparazioni è stato un’onore. Siete proprio belli da guardare, peccato che nel mio ruolo di mozzo di cucina io non abbia avuto tempo di fare delle foto (a proposito, pretendo di avere copia di tutte quelle che sono state scattate in quella giornata).

Grazie a Poto, che non ha cucinato, ma è arrivato bello bellissimo e carico di quelle sorpresine giocose che solo lui sa regalare. Il nostro lato infantile e scemolino è sempre sempre in sintonia e la fontana pirotecnica per la torta era una vera meraviglia.

Grazie a tutti gli altri amici che sono arrivati poi, carichi di cibo e sonnolenza dopo i rispettivi pranzi con parenti, ma che nonostante questo hanno avuto la voglia e la forza di farsi vedere.

Grazie per tutti i regali, per tutti i fiori, per tutti i baci e gli abbracci.

Grazie a chi avrebbe voluto esserci ma per i più svariati motivi non ha potuto essere con noi. Se vi sono fischiate le orecchie eravamo noi 😀 A parte gli scherzi, sono sicura che ci saranno altro occasioni, ma non prendeteci gusto, però, ok?!

Grazie per tutto l’amore e l’affetto di cui mi sono sentita glassata e ricoperta. Non so mica se me ne merito così tanto, ma me lo sono goduto tutto da morire!

A me stessa auguro solo di continuare ad avere famiglia, amore e amici così, e un’altra piccola piccola cosa:


Grazie a byb per l’immagine e per la torta 😉

P.S. Già mi mancate cacchio!


Piove e c’è il sole…

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Piove e c’è il sole
la Madonna innaffia un fiore,
innaffia i fiori per Gesù
e domani non piove più.
Piove e c’è il sole
la Madonna coglie un fiore,
poi ne coglie uno di più
per donarlo al suo Gesù
e ne coglie uno di meno
perché poi venga il sereno.

La cantavamo sempre io e mia cugina Francesca quando, durante le passeggiate in montagna con i nostri genitori, si arrischiava a cadere qualche goccia di pioggia filtrata dai raggi del sole.

A pensarci bene me l’aveva insegnata lei, chissà se lo ricorda ancora, mangiapreti com’è diventata!

Eh già perchè io ero la brava bimba che andava al catechismo, lei invece era quella non battezzata, non comunicata, che non faceva religione a scuola, per me una specie di mito 🙂

In ogni caso ora passerò tutti i giorni fino a domenica a recitarla a mò di rosario 😀


Un Toperchio in Palestra

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Ora capisco cosa aveva da fare le facciaccie quel ragazzetto smilzo e bisognoso di… affetto, in palestra un po’ di giorni fa.

Ora lo capisco perchè anche io ieri imprigionata in questo mostruoso marchingegno

facevo le stesse facciaccie.

In compenso io nel minuto di pausa tra una serie e l’altra non passo il tempo a guardare a bocca aperta e lingua penzolante il sedere iper tonico dei manzoni di palestra tutto intorno, ma questo solo perchè io ho già il mio Tino 🙂 Lui poverino magari un Tino non ce l’ha… Qualche volontario?!

In poche parole ieri la mia cazzutissima istruttrice di palestra, che è una versione femminile (ma neanche tanto) e poket di Arnold Schwarzenegger degli anni d’oro, mi ha cambiato la scheda di esercizi, dopo sole tre settimane di placida frequentazione. La nuova scheda è stata da me ribattezzata: vedi il rotex e poi muori.

Alla fine dell’ oremmezza di esercizi, corsa, pesi, macchinari, squat e chi più ne ha più ne metta, ero la cosa umana più somigliante al Toperchio.

Chi è il Toperchio chiedete?!?! Ma è lui!!!

Uno dei miei personaggi Disney preferiti!



Conversazione sul matrimonio, ai limiti della psicanalisi (e oltre)

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Ieri sera qualcuno mi ha detto:

“If prostitution is the rental of the body, Marriage is the sale”, che sarebbe a dire “Se la prostituzione è l’affitto del corpo, il matrimonio ne è la vendita”.

Sulle prime m’è solo venuto un sorrisetto. Stamane ho pensato alla risposta:

” ‘Cause I am a freak bitch baby…”

Bon Voyage!



Frastornata da me stessa…

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Da qualche parte nevica, qui invece soffia un vento freddo, forte ma indeciso, a folate, frastornato come me.

Ho tanti pensieri, troppi pensieri, pensieri anche positivi o comunque non negativi, ma comunque sono troppi. Non riesco a metterli in fila, a riordinarli, non ho tempo neanche per pensarli, ma so che sono lì, pronti per essere elaborati, bussando alla porta della mia mente affollata, un po’ si intristiscono perché non li faccio crescere, non li coccolo.

Vorrei regalarmi una settimana bianca, ma non sugli sci, una settimana che sia bianca perchè c’è la neve ce cade fuori, ché la neve da sempre mi rilassa, mi rallenta, mi impedisce di friggere nei mille impegni.

Una settimana senza ferie, ma impegnata a fare qualcosa di manuale, cucire, cucinare, praparare torte, marmellate, insomma una settimana che mi costringa a muovere le mani, a combinare qualcosa con queste mani che spesso mi servono solo per battere i tasti sulla tastiera, per guidare, insomma per non produrre niente di concreto, che pesi, profumi, che abbia una consistenza, un odore.

Dicono che produrre qualcosa di concreto ti aiuti a mettere in scala tutto il resto. Ecco ho bisogno di ritrovare una scala, un metro di giudizio, un metro di paragone, un ordine di importanza.

Sennò finisce che divento storna (che vorrebbe dire che mi gira la testa).

Pensieri rielaborati grazie ad uno scambio di sms con un certo vignaiolo, chiuso in una cantina con la neve che cade fuori, che mi ha offerto una settimana proprio come quella di cui ho bisogno, settimana per me ovviamente irrealizzabile…



Donne, tu du du…

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A noi donne, che sappiamo portare la vita e sopportarne i pesi.

Ché la vita ci riconosca quel ruolo per il quale oggi lottiamo con le unghie e con i denti,

senza che spesso ci venga riconosciuto.

Ché il futuro ci schiuda le porte dei palazzi del potere,

ma non per raggiungere il lettone di Putin o il sottobosco delle scrivanie.

Ché in  famiglia e/o nel lavoro noi riusciamo a raggiungere quell’incredibile squilibrio che in fondo ci piace,

perchè solo noi lo sappiamo mantenere.

Perchè in fondo vogliamo solo la libertà di poter scegliere che donna essere.

She can kill with a smile, she can wound with her eyes
She can ruin your faith with her casual lies
And she only reveals what she wants you to see
She hides like a child, but she’s always a woman to me

She can lead you to love, she can take you or leave you
She can ask for the truth, but she’ll never believe you
And she’ll take what you give her as long it’s free
Yeah, She steals like a thief, but she’s always a woman to me

Ohhh… she takes care of herself
She can wait if she wants, she’s ahead of her time
Ohhh… and she never gives out
And she never gives in, she just changes her mind

And she’ll promise you more than the garden of Eden
Then she’ll carelessly cut you and laugh while you’re bleeding
But she’ll bring out the best and the worst you can be
Blame it all on yourself ‘cause she’s always a woman to me

She’s frequently kind and she’s suddenly cruel
She can do as she pleases, she’s nobody’s fool
And she can’t be convicted, she’s earned her degree
And the most she will do is throw shadows at you,
But she’s always a woman to me



No, allora mi vuoi proprio far incazzare…

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Riporto qui una accurata selezione delle parole dell’esimio Monsignor Oddo Fusi Pecci, vescovo Emerito di Senigallia, tratte da Metilparaben, ma pure da qui, che non si dica che siamo i soliti comunisti che travisano tutto.

Il ruolo biologico della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto di vista il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli. La donna è biologicamente deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona madre educa i figli. Ora mi domando come possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo.

Ecco, sapete che vi dico, eccellenza illustrizzima,  questa qui sotto è la mia idea di casalinga,

alla quale cercherò di attenermi il più possibile:

(magari gli strusciamenti su orde di ballerini, per quanto colte, le lascio a Freddie, ma per il resto…)


Mille

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Ci sono mille luci accese
Ci sono almeno mille scuse
Ci sono mille cose che io domani non farò
Non so le conto ancora un po’
Non mi confondere
Mille motivi per soffire
E mille vuoti da riempire
Mille domande che io ho solo per me
E quindi adesso tu non mi confondere

Non mi rispondere

P.S. L’album di Malika è bellerrimo!