Me Myself and I

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Mentre guardavo i primi solinghi e rachitici fiocchi di neve che si scontravano con il parabrezza mi sono resa conto che da un po’, piuttosto che ascoltare il giornale radio, mi rifugio in una di quelle stazioni di musica 70-80-90 ad ascoltare cose tipo un’orrenda versione di Cher di”Walking in Memphis” (retorica allo stato puro). Su Repubblica.it guardo solo le fuffa-gallery (ed ho anche provato a cambiare testata.it ma il risultato non cambia), i Tg mi fanno senso, appena vedo uno dei nostri governanti banalmente-incravattati mi alzo e me ne vado. Non traggo neppure più piacere dallo sbraitare insulti e ficcanti considerazioni davanti al Ghedini (brrrr…) di turno, semplicemente non lo reggo e m’arrendo.

Secondo me è grave.

Ma poi, aspetta… E’ tutto biancoooo!!!
Smettila di Rompere gli zebedei Rosa!
Tira fuori la lingua e assapora la magia 🙂

Let it snow let it snow let it snow!

Aggiornamento: Per dovere di cronaca (e poi perchè le bacche erano taaanto belle) ecco due fotine, fatte con il cellulare, delle aiuole dell’ufficio con la neve ^_^



Tigre pro Tigre

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Caro Tigre,

First of all, let me compliment you on your tan. (When I said the same thing about American President Barack Obama, my opponents claimed to be horrified, but they’re communists anyway, so who cares? I work like hell on my tan. Why shouldn’t I compliment yours, even if it comes naturally?)

As you know, we’ve had similar problems lately, you and I. Our wives are furious and vengeful; our lovers are venal and talking to the press. (Have any of yours tape-recorded you?). And people are throwing things at our faces. I’m not sure exactly what happened to you. Was it a cell phone? But some lunatic creamed me with a replica of the Duomo in Milan, and those spires hurt! Cracked a couple of teeth, broke my nose, split my lip, opened up a cut under my eye. You know, I’ve had a little plastic surgery now and then, but I am going to wear these scars like a badge of honor. I only wish one of my ostensible lovers had done it instead.

Which brings me to my point, Tigre. It’s time to move to Italy. This is a country that will understand you, appreciate you, love you! And not in spite of your womanizing, but because of it! Maybe in the U.S.A. your image as a bland family guy, like somebody out of 1950s American television, makes sense. But here in Italy, it’s not just golf balls that make a man. Does anybody (but the communists) talk about the corruption charges against me? No. They talk about the women talking about me and they say, hey, he’s 73 years old. Not bad!

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Cronaca, ritardataria, di un Weekend

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Visto che le mie AmikE, mi hanno già ampiamente ed egregiamente preceduta qui e qui, io mi limiterò a fornire una cronaca fotografica dell’ultimo sabato-domenica ovviamente frenetico 😀

Nella prima parte del prezioso documento potrete vedere i Bubus alle prese con la serata Post-Workaholic-Saturday (e gli effetti si vedono tutti), poi seguiranno le serene immagini bucoliche riferite al pranzo domenicale con parenti (in quell’agriturismo vi ci vorrei proprio portare…), e poi un paio di fotogrammi riservati al twinigs-pomeriggio…

(n.d.r. Durante i Meetings “Diva e Nonna” non faccio mai tanto foto, perchè non so se e quanto vi dispiaccia, ma a me piacerebbe… Ho deciso che la prossima volta me ne frego e vi flasho tutti!!!)


Ieri è stato bello

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Ma bello bello bello!

E non lo dico per suscitare ‘Nvidia 🙂

Ma tanto tanto freddo e noi abbiamo fatto molto più tardi del previso…

E stamattina sono già al 3 caffè… Yawn!

 Ma grazie grazie grazie a tutti quelli che ieri c’erano e anche a quelli che non c’erano, ma sappiate che vi abbiamo pensato e che se le orecchie vi fischiavano, sì , era colpa nostra 🙂

A più tardi per le foto ed un resoconto decente, quando mi sarò ripresa 😀

 


Oggi Workaholic, Domani Zietta e Amicona

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Stamane Treviso, Oggi Pomeriggio Consiglio Direttivo dell’associazione a Padova… Sick Sad Work!

Sono già insofferente all’idea di essermi svegliata presto, figuriamoci con che stato d’animo arriverò a stasera 😛

Meno male che domani ci sarà il pranzo con parenti, cosa di per se abbastanza asfissiante, ma potrò riabbracciare i miei cuginetti/nipotini!!!

E dopo i Cuginetti toccherà agli amichetti!! Yuppie!!!

Twinigs-bus arriviamooooo!!!




The Chronicles of Bubus

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Rubo un po’ di tempo al lavoro, che già s’è fatto asfissianteee (aaargh!), per fare rapporto sulle avventure nevose dei bubu 🙂

Comincio dicendo che sono stati giorni bellissimi, pieni d’ammmore e relax.

Sabato la giornata è iniziata frenetica, as usual: io al lavoro, Tino a recuperare la carrozzeria della Bimba finalmente verniciate (Yuppieee!!), poi pranzo a casa mia.

E non è finita qui: una gomma della Tino’s car semi sgonfia, di conseguenza pacchi e pacchetti in macchina di Tina, fuga a Mira per portare a casa Tino’s car (55 km in direzione ostinata e contraria rispetto alla montagna), visita a una delle Tino’s nonne (ahi que dolor!), Mega spesa preventiva e fugone in autostrada fino a Belluno (altri 100 km), poi la statale agordina al buio, l’arrivo finalmente al tanto atteso nido.

In casa c’erano 8° C ( e meno male che i cugini stavano scaldando l’appartamento sotto già da due giorni), fortuna che la stufona di ghisa funziona benissimo, i bubu si amano tanto e si sa che l’ammmoooore scalda 🙂 Dopo cena una grappina coi cugini e il paesaggio bianchissimo fuori dalla finestra ci hanno dwfinitivamente rinfrancati dal freddo e dalle corse e dalle emozioni della giornata.

La vita in questi giorni montani si è trascinata pigra pigra, sonnolenta e coccolona.

Mattina sveglia alle 10.30, coccole, aprire la finestra della camera, e tornare sotto le coperte al caldo, un’abbondantissima colaizone, due chiacchiere con i cugini, la spesetta al paesino vicino, il pranzo tutti assieme o da soli, pennichella o cineforum a letto sotto l’onnipresente piumone, altra passeggiatina, accensione della stufa, lavaggio piatti, cucinare la cena, filmino e/o grappina e/o chiacchiere e/o coccole…

La vita pigra che facciamo in montagna è pr noi benefica come un bagno caldo,

con i sali, un buon libro, la radio accesa e la musica classica in sottofondo.

Martedì mattina consapevoli che il paradiso all’improvviso ci avrebbe ri-scaraventati giù nel grigiore frenetico della vita di pianura, ci siamo ridestati e abbiamo deciso di immergerci nel bianco più bianco regalandoci una “ciaspolata” con i fiocchi.

Vi lascio con queste foto di bubu scemini e giocosi, di bianco puro tutto intorno, sperando che un giorno possiate venire a farci compagnia nel nido (è piccolo ma ci si dorme comodi in 6… poi il bagno è uno solo, quindi faremo a botte, ma pazienza!).

P.S. Non avete idea di quanto bello era vedere il mio Tino sguazzare felice nella neve immacolata con le ciaspe ai piedi 😀 Era felice come un bimbo!

P.P.S. I <3 Manine pinzottine :*


White Bubu

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Ben lontani dalle torbide iniziative squadristiche di qualcuno dei nostri governanti,
i bubu si tingono di white per immergersi nelle nevi della montagna,
dove la nanna, si sa ci guadagna!

Oggi pomeriggio partiremo per direttissima per il nostro bianco pre-natale: Nanna, Coccole, Nanna, Coccole, Nanna, Coccole ed ancora Nanna 😀

La neve che cade sul tetto, la legna che crepita nella stufa, il piumone, il mio bubu…
Insomma un paradiso!

A tutti voi un buon weekend, tanti baci ed un nevoso abbraccio :*


Sogno di una notte di mezzo inverno :)

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Trafelati, as usual, fuggiamo dai rispettivi lavori: l’uno ancor ingiaccato e incravattato, l’altra sbattuta come un uovo strapazzato.

Ovviamente senza l’ombra di una cena, chè “Non c’è tempo, sono le 8, lo spettacolo inizia alle 9, per arrivare a PotoCity ci mettiamo 1 ora e anca e anca…”, Selliamo il nero destriero del Tino e corriamo verso Samarcanda (ehm.. Potocity).

Arriviamo, ovviamente sul filo del rasoio, e ci si para davanti una splendida cittadina, solcata da dolci acque, palazzi restaurati con grazia, esili ponti di legno che paiono usciti da un quadro di Monet…

Non avendo ovviamente tempo da perdere corriamo veloci tra un “aaah… Ci sono i mercatini di Natale” e un “ooooh.. Ma c’è anche la pista del ghiaccio!!” e ci si para finalmente davanti il meraviglioso Teatro, sfavillante di luci, un foyer ricolmo di marmi, abitato ahinoi da sciocche ragazine che rognano sul prezzo del biglietto (ma si può?!?! Dico io, state per vedere il mitico Poto in scena, anche fossero 3.000 Euri sarebbero sempre pochi…), e poi finalmente ci adagiamo sul morbido velluto delle poltrone e lo spettacolo ha inizio.

L’atmosfera è onirica, come da copione,  la scena semplice ma suggestiva, gli attori un po’ emozionati all’inizio, ma tutti molto convincenti.

E poi arriva Lui, le luci non servono, ad illuminarlo basta il candore delle sue gambine scoperte (certo che sei fissato, eh?!?!?), fasciate in quei pantaloncini di velluto da ex scout che inchiattirebbero un’anoressica, ma che a Lui stanno benissimo (a proposito, non è che mi sei dimagrito encore?!?), con il Suo proverbiale eloquio inarrestabile, che dirige una branda di zotici (sempre da copione, eh…) come neanche Carla Fracci con le ballerine della Scala.

Insomma, un trionfo, la parte comica e ridanciana si adatta perfettamente al nostro guitto e tutto fila liscissimo.

E poi balletti, coreografie, folletti e ninfe, fate e amanti recalcitranti…

La trama non spetta a me raccontarla, se volete la trovate qui.

Vi dico solo che nell’ultima scena issano il Nostro addirittura su di una sedia sul proscenio, per meglio offrirlo all’ammmmmore del pubblico. E anche qui applausi e donne in deliquio che svengono, si ventolano, si spellano le mani (non sanno le poverine che… non c’è trippa per gatte!).

Noi ovviamente orgogliosissimi del Golden Boy di Diva e Nonna abbiamo fatto mille mila foto, peggio di una coppia di genitori japponesi.

Abbiamo aspettato la diva alla fine della piece (Ovviamente è stato l’ultimo ad uscire), e lui emozionato, ancor fremente e con baffetti da sparviero di matita disegnati ci ha presentati alla super mamma di ferro (Vestiti, Poto, Vestiti che prendi freddo, Vestiti) e ringranzindoci si è poi nuovamente dileguato dietro le pesanti cortine rosse come ogni brava Diva sa fare, apprestandosi a dare una mano a smontare palco e scenografie, come ogni bravo Poto sa fare.

Noi, sfiniti dalla fame ma sfamati di cuuuultura, siamo andati razzolando per le strade di Potocity, che ha confermato la sua fama di città splendida, offrendoci  uno splendido baracchino di natale che serviva, cucinati al momento, Frico carnico, polenta abbrustolita e pastin, innaffiati da un ottimo rabosello 🙂

Insomma, una serata FANTASTICA, nel vero senso della parola.

Grazie e complimenti piccolo Poto, bisous da tutti e due :*


Un Nastro grigio

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In alto, si dipana tra nudi (ehm… nubi) candide di vapore. Le dita degli alberi magre magre, secche secche si protendono a farsi coccolare dal sole.

Per un attimo sono un’essere fatato, nel regno dell’inverno, su una slitta che scivola nelle gelide nebbie incantate.

Torno con le ruote per terra, ma la magia nel cuore rimane.

 

 

 





Weekend

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Sentimenti densi, difficili da far sciogliere nel sangue. Mi intasano, si bloccano in grossi nodi che mi stringono la gola.

Vite stropicciate da troppe rughe vacillano, altre vite celebrano un altro anno che passa e le matura.

Un’altra vita, giovane e peolsa, morbida come la sua linguetta rosa, lecca le perle della mia collana, carezza il mio istinto materno.

La vita a me più cara scorre con la mia, intracciandoci in un unico fiume di desideri e sogni, lutti e dolori, gioie e rimproveri.

Le mille vite di coloro che amo mi fluttuano attorno, le vorrei accogliere e coccolare tutte ma mi sembra di non riuscirci, di non aver tempo, di far sempre troppo poco.

E poi, le vite narrate di genti vissute secoli fa mi fanno vedere tutto nella giusta prospettiva: polvere alla polvere… Ma il ricordo glorifica e indora tutto, una celebrazione che è balsamo per chi rimane.