Sogno di una notte di mezzo inverno :)

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Trafelati, as usual, fuggiamo dai rispettivi lavori: l’uno ancor ingiaccato e incravattato, l’altra sbattuta come un uovo strapazzato.

Ovviamente senza l’ombra di una cena, chè “Non c’è tempo, sono le 8, lo spettacolo inizia alle 9, per arrivare a PotoCity ci mettiamo 1 ora e anca e anca…”, Selliamo il nero destriero del Tino e corriamo verso Samarcanda (ehm.. Potocity).

Arriviamo, ovviamente sul filo del rasoio, e ci si para davanti una splendida cittadina, solcata da dolci acque, palazzi restaurati con grazia, esili ponti di legno che paiono usciti da un quadro di Monet…

Non avendo ovviamente tempo da perdere corriamo veloci tra un “aaah… Ci sono i mercatini di Natale” e un “ooooh.. Ma c’è anche la pista del ghiaccio!!” e ci si para finalmente davanti il meraviglioso Teatro, sfavillante di luci, un foyer ricolmo di marmi, abitato ahinoi da sciocche ragazine che rognano sul prezzo del biglietto (ma si può?!?! Dico io, state per vedere il mitico Poto in scena, anche fossero 3.000 Euri sarebbero sempre pochi…), e poi finalmente ci adagiamo sul morbido velluto delle poltrone e lo spettacolo ha inizio.

L’atmosfera è onirica, come da copione,  la scena semplice ma suggestiva, gli attori un po’ emozionati all’inizio, ma tutti molto convincenti.

E poi arriva Lui, le luci non servono, ad illuminarlo basta il candore delle sue gambine scoperte (certo che sei fissato, eh?!?!?), fasciate in quei pantaloncini di velluto da ex scout che inchiattirebbero un’anoressica, ma che a Lui stanno benissimo (a proposito, non è che mi sei dimagrito encore?!?), con il Suo proverbiale eloquio inarrestabile, che dirige una branda di zotici (sempre da copione, eh…) come neanche Carla Fracci con le ballerine della Scala.

Insomma, un trionfo, la parte comica e ridanciana si adatta perfettamente al nostro guitto e tutto fila liscissimo.

E poi balletti, coreografie, folletti e ninfe, fate e amanti recalcitranti…

La trama non spetta a me raccontarla, se volete la trovate qui.

Vi dico solo che nell’ultima scena issano il Nostro addirittura su di una sedia sul proscenio, per meglio offrirlo all’ammmmmore del pubblico. E anche qui applausi e donne in deliquio che svengono, si ventolano, si spellano le mani (non sanno le poverine che… non c’è trippa per gatte!).

Noi ovviamente orgogliosissimi del Golden Boy di Diva e Nonna abbiamo fatto mille mila foto, peggio di una coppia di genitori japponesi.

Abbiamo aspettato la diva alla fine della piece (Ovviamente è stato l’ultimo ad uscire), e lui emozionato, ancor fremente e con baffetti da sparviero di matita disegnati ci ha presentati alla super mamma di ferro (Vestiti, Poto, Vestiti che prendi freddo, Vestiti) e ringranzindoci si è poi nuovamente dileguato dietro le pesanti cortine rosse come ogni brava Diva sa fare, apprestandosi a dare una mano a smontare palco e scenografie, come ogni bravo Poto sa fare.

Noi, sfiniti dalla fame ma sfamati di cuuuultura, siamo andati razzolando per le strade di Potocity, che ha confermato la sua fama di città splendida, offrendoci  uno splendido baracchino di natale che serviva, cucinati al momento, Frico carnico, polenta abbrustolita e pastin, innaffiati da un ottimo rabosello 🙂

Insomma, una serata FANTASTICA, nel vero senso della parola.

Grazie e complimenti piccolo Poto, bisous da tutti e due :*


9 thoughts on “Sogno di una notte di mezzo inverno :)

  1. Oddio…
    Oddio…
    Ma sei matta a scrivere tutto questo bene?!?!
    Potrei anche montarmi a neve la testa… 🙂

    Grazie a Voi 2, come già detto en privè, per esserci stati.
    (e meno male che siete riusciti a mangiare qualcosa.. benchè proveniente da quelle orride casette natalizie…)

  2. Complimenti per il post.
    E grazie per la recensione completa di fotografie.

    Poto Superstar!!!

    “Vestiti, Poto, Vestiti che prendi freddo, Vestiti”… Fantastica!

  3. Spettacolo meraviglioso, ottima coreografia, ottimi vestiti …. e anche ottimi attori 🙂 e poi la location era meravigliosa! MA cavolo Poto potevi dirci che la tua città netala era così carina… abbiamo deciso di farci un prossimo week-end bubesco.

    P.S.
    Frico ! Gnam !

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