Il Pilota allo stato dell’arte.
Stronzo, audace, competitivo sempre e comunque, aggressivo, irruento, grande tester e sviluppatore, fedele alla scuderia, riconoscente, duro con se stesso e con gli altri, mai troppo spavaldo, rispettoso degli avversari (sopratutto fuori dalla pista).
Lo so che è solo uno sport che muove (e spreca) mille mila milioni di euro all’anno, che la macchina ormai conta quasi più del pilota, che i piloti sono disgraziati milionari con al massimo la licenza media, ma…
Quando sento il rombo di una ferrari (anche stradale) mi viene la pelle d’oca e mi sale un’eccitazione isterica ben poco comprensibile pure a me stessa… che ci posso fare?!?!
Del resto le domeniche di GP dei primi anni della mia vita, quelli in cui ero figlia unica e cocca di papà, li ho passati sul divano vicina vicina al mio papà che si infervorava, si arrabbiava, esultava.
E io, come tute le bimbe, innamorata del mio daddy, non vedevo l’ora di esultare con lui, far parte della sua gioia. Lo stesso papà che la sera per addormentarmi mi leggeva i libri del ciclo dei corsari di Salgari insegnandomi a sognare viaggi ed avventure all’arrembaggio della flotta dell’oppressore coloniale, intervallati con i mille libroni delle avventure di Candy Candy (un colpo al cerchio e uno alla botte).
Quindi su, perdonatemi, lo so che questo è uno degli argomenti più da maschiacci sulla faccia della terra, ma a me piace tanto *_*
Ed è tornatoooooooooooooooooooo….. Non potevo non rendergli omaggio 😀



















