
Da qualche parte nevica, qui invece soffia un vento freddo, forte ma indeciso, a folate, frastornato come me.
Ho tanti pensieri, troppi pensieri, pensieri anche positivi o comunque non negativi, ma comunque sono troppi. Non riesco a metterli in fila, a riordinarli, non ho tempo neanche per pensarli, ma so che sono lì, pronti per essere elaborati, bussando alla porta della mia mente affollata, un po’ si intristiscono perché non li faccio crescere, non li coccolo.
Vorrei regalarmi una settimana bianca, ma non sugli sci, una settimana che sia bianca perchè c’è la neve ce cade fuori, ché la neve da sempre mi rilassa, mi rallenta, mi impedisce di friggere nei mille impegni.
Una settimana senza ferie, ma impegnata a fare qualcosa di manuale, cucire, cucinare, praparare torte, marmellate, insomma una settimana che mi costringa a muovere le mani, a combinare qualcosa con queste mani che spesso mi servono solo per battere i tasti sulla tastiera, per guidare, insomma per non produrre niente di concreto, che pesi, profumi, che abbia una consistenza, un odore.
Dicono che produrre qualcosa di concreto ti aiuti a mettere in scala tutto il resto. Ecco ho bisogno di ritrovare una scala, un metro di giudizio, un metro di paragone, un ordine di importanza.
Sennò finisce che divento storna (che vorrebbe dire che mi gira la testa).
Pensieri rielaborati grazie ad uno scambio di sms con un certo vignaiolo, chiuso in una cantina con la neve che cade fuori, che mi ha offerto una settimana proprio come quella di cui ho bisogno, settimana per me ovviamente irrealizzabile…