Voglia d’autunno…

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Io che di solito odio questa stagione di lento declino, di foglie appassite, alberi spogli e brume, quest’anno non vedevo l’ora che arrivasse, per potermi adagiare in un calmo letargo, lontano dalle nevrastenie della fine dell’estate.

Non vedevo l’ora che il freddino dell’aria mi accompagnasse e facilitasse la ripresa del “solito” tran-tran lavorativo, spegnendo le mie resistenze, la mia poca voglia di lavorare che di solito spunta fuori ai primi caldi.

E invece niente, dopo una prima settimana d’acquazzoni e clima setembrino, ecco che di nuovo l’aria appiccica, il sole scotta, in totale contrasto con l’arancio delle foglie che cominciano ad ornare i marciapiedi. E anche io mi sento surriscaldata, incasinata, riottosa.

Speriamo che l’autunno torni presto, che arrivi il tempo degli gnocchi di zucca, dei funghi con la polenta, delle caldarroste, dei maglioni di lana e delle copertine di pile sul divano.

Chissà che così anche io possa tornare ad essere meno inquieta, mano recalcitrante a questa lontananza a cui credevo oramai di essermi rassegnata, e che invece ultimamente pesa come un macigno sul mio cuore.

 

L’ispirazione per parlare d’autunno mi è venuta grazie a Spa. Grazie Spa 🙂


Un weekend frenetico,

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meno male che alla fine arriva Poto!

Sabato mattina al lavoro, mentre Tino filava a Mantova a prendere la Lambra.

Il pomeriggio passato più o meno così:

ammira la lambra (o meglio i molteplici pezzi della stessa),

carica macchina, scarica macchina, riporta macchina al noleggio,

rabbonisci i suoceri contrariati dall’arrivo della bimba,

rabbonisci il Tino contrariato dai genitori contrariati,

cena e ciaccola con Tino e suoceri,

torna a casa con macchina di Tino (perchè Tino dopo mille mila km di viaggio è stremato).

Domenica mattina a dare una mano al papà casalingo disperato per due giorni:

lava bagno uno,

lava bagno due,

spazza e pulisci i pavimenti,

stendi il bucato,

fa una lavatrice di stracci e pezzuole usati per pulire bagno1+bagno2+pavimenti.

Poi finalmente luuunga doccia di bellezza, pranzetto e poi di nuovo in macchina verso Mira:

saluta suoceri,

ri-rabbonisci i suoceri (si sa che le trattative diplomatiche necessitano sempre di qualche summit di aggiornamente ogni tanto),

aiuta il Tino a fare il bagnetto,

vesti il Tino,

fuggi verso Tv (in ritardo) perchè avrei voluto cambiarmi per la cena,

diventa “pazza pazza pazza su una terrazza” per trovare un outfit piacevole,

schizza in macchina verso il centro per il meeting,

” ma che cinese è il tuo cinese?? perchè noi siamo davanti ad un cinese…. ahn, porta rossa??, porta tonda?? fiume?? fermata del bus??… boh!!),

E poi finalmente arriva Poto!

Batmobile, navigatore, finalmente un po’ di relax.

Cena, ciaccole continue, pettegolezzi, acidate varie, dolcetti, un paio di sms che vanno e vengono verso Asti.

Che bello!!!

Se non fosse per la cena non mi sarei neanche resa conto che era stato un weekend 😛

La lambra è bellissima, ma il fatto che sia smontata in mille pezzettini non ci consente di rilassarci più di tanto, anzi. E la lontananza goegrafica tra le due case dei bubu non ci consente di poterci vedere in maniera easy.

Ma portiamo pazienza, presto o tardi (speriamo presto!!!) ci sarà davvero quel micromini appartamento luminoso, due Bubu su un divano e un quadrupede per casa. E la lambra (completa e funzionante) in garage 🙂

Intato grazie a Poto, per averci “costretti” a distrarci… ci voleva proprio! Con una così charming compagnia, poi…

 

P.S. Stamattina un umore assurdo. Malavoglia, picchi d’umore, stanchezza e lentezza da bradipo.

Alla descrizione (ascoltata nel GR) del figlio del caduto che salutava le bare chiamando il papà (sfoggio di retorica che di solito mi fa girare le balle ad elica) mi sono scesi, istantanei due grandi lacrimoni.

Mah!


La nostra bimba sta arrivando…

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Certo, considerato che per i primi tempi sarà un po’ scombussolata, dovremo prenderci grade cura di lei e prima che riesca a stare in piedi da sola ed a muovere i primi passi ci vorrà del tempo. Ma già così sarà una gioia averla con noi 🙂
Il papà la sta andando a prendere, alla guida di un fiammante qubo rosso amaranto e oggi, poco dopo pranzo portò finalmente vederla per la prima volta.
Che emozione!!
La nostra prima Lambretta 😀


Just the Two of Us, Building Castles in the Sky

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L’ultimo weekend d’estate l’ abbiamo passato così, just the two of us.

Esageratamente romantici e (forse) spendaccioni, ci siamo concessi una deliziosa cenetta, nanna coccolosa in un bellissimo albergo e passeggiata mattutina nell’affascinante Padova.

 

Non ce ne vogliano gli amici ivi residenti se non abbiamo avvisato nessuno, ma sul limitare di un autunno-inverno lavorativo che si annuncia infernale, abbiamo voluto ricavarci del tempo tutto per noi due soli soli, per coccolare questo nostro amore giovane e maturo al tempo stesso.

Amore mio ti ringrazio della dedizione che sempre dimostri nei riguardi della tua piccina e del sentimento che ci lega.

Saremo pazzerelli e un po’ spendaccioni, ma se questo servirà a manterenci sempre così teneramente vicini, allora perseveriamo!


Se n’è ito..

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Il camper è definitivamente uscito dal cancellone di CasaCanel 🙁

Che sadness…

Essere svegliati dalle voci di coloro che l’avevano comprato e se lo stavano portando via poi non ha prezzo 🙁

Non che abbiano fatto nulla di male, ci mancherebbe.. Ma per un’oretta li ho sinceramente ed immotivatamente odiati.

Gli è andata anche bene. Il gippone di papà che ha sostituito la meravigliosa Megane Scenic sulla quale avevo imparato a guidare lo odio ancora adesso.

Oggi pomeriggio invece si parte per Gardaland. La due giorni giostriera mi aspetta.

Speriamo che i 10 mila mille giri sulle tazzone mi tirino su il morale 🙂

Intanto un bacione e, se voleste raggiungerci, il mio cellulare ce l’avete, no?!?!?


Sleepy…

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Voglia di nanna, coccole, casetta-casetta, un’altra memorabile cena.

Ho voglia di immergermi negli affetti, nelle chiacchiere, in quell’atmosfera speciale che si crea quando stiamo insieme (e non parlo solo di Tino, stavolta).

Ma visto che sono in ufficio, sola, ed al solito quando aprirò la bocca per il mio solingo pranzo mi verrà un crampo alla sbilenca mascella perchè non avrò parlato con nessuno per tutta la mattina, al momento sono sonnacchiosa e malinconica.

Un abbraccio a voi… E a me niente?!?!?



Vacanze…

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Tic Tac Tic Tac… La pioggia scandisce il ritmo accellerato del cuore, mentre tentiamo di non affondare sul sentiero di acqua che ci riporta a valle. Tutto è grigio, scuro, uggioso. Ma il mio cappuccetto blu è accanto a me, mi stringe la mano, mi porta con sé. (Rifugio Volpi al Mulaz, m. 2571)

Uno, Due, Uno, Due, Uno, Due, Pausa, Fatica, Fiato mozzo (per la fatica e il panorama), Acqua di ghiacciaio come fontana, prendere dalla natura ciò che regala, senza porsi domande e disinfettare tutto con l’amuchina della razionalità (e neanche con quella per alimenti). Il freddo, la tendina, il fornello che scalda la neve che useremo per cucinare, il latte caldo (da condensato) la mattina, le tue premure, l’alba che tinge di rosa le cime. Silenzio, pace, solitudine (in due), soddisfazione, 1000 metri di dislivello in un giorno. (Van delle Sasse, Gruppo Civetta-Moiazza, m. 2300 circa)

“Non preoccuparti, spigola, spigola!! è come sciare, peso a monte e piedi per traverso”, Ansia, Sete, Fatica, Panico, Lacrime, ghiaia che sfugge sotto le suole imprecazioni. Il mio boy (Scout) sempre lì, paziente, confortante, a volte anche irritante per la sua tanta sicurezza, nel mare delle mia ansie da strapiombo.(Forcella delle Sasse, Gruppo Civetta, m. 2476)

Il rifugio, eccolo è lì, lo vedo ci siamo. Il tuo ginocchio che scricchiola, si imbizzarrisce si irrigidisce. Il tuo zaino più pesante (testone!) sulle mie spalle, per provare ad arrivare salvi e più sani possibile alla meta, il sollievo di vedere il porto vicino. Lo sconforto per gli ultimi 200 metri di ferrata, praticamente veritcale con 15 kg sulle spalle e il ginocchio capriccioso. Paura, tanta, la mezz’ora più brutta, paura sopratutto per te, la mia inconsueta e pazzesca tecnica di discesa fondamentalmente ha funzionato (ma non lo farò mai più, promesso). Letto a castello, Doccia bollente nel bagno unisex, ciabattine IKEA finalmente, una bella birra Bianca, ciaccole con gli amici Tedeschi (conosciuti lì, non sappiamo neanche i loro nomi), super scalatori. Una scoiattolina austriaca con la grinta di un marines, tutta sola in giro per le dolomiti. Cena Calda, cuscino di piume, notte di pioggia al riparo di un tetto solido, i rumori del rifugio che si addormentano accanto a noi. (Rifugio Sonino al Coldai, m. 2132)

Il percorso, finalmente facile e ben tracciato. Il tuo ginocchio che ci dà un po’ di tregua, sole caldo, la parete delle pareti in tutto il suo splendore. Mucche felici, magre, atletiche. Prati dolci, pascoli, il monumento “all’alpinista della Georgia Sovietica” venuto a morire proprio lì, non si sa perchè, né come. La torre Venezia, maestosa accanto a noi. La soddisfazione finale, sapere di aver compiuto ciò che ci eravamo prefissati, insieme, in due, uno accanto all’altra. L’ennesima birra bianca, la macchina sotto il sole, il rientro a casa, doccia-pappa-camomilla-nanna. Il sonno pesante e ristoratore alle 19.30. (Celat, frazione di Vallada Agordina (BL), m. 976)

La montagna, quella vera (le “crode”, i sentieri, le salite, le discese, i ghiaioni, l’acqua di un torrente che scende dal ghiacciaio, i rifugi, la tendina microscopica, il fornelletto, lo zaino che pesa sulle spalle) è il luogo ideale per una coppia. Si diventa affiatati, nel vero senso della parola. Si respira, si pensa, si vive con poco assieme, nello stesso modo e momento. Si scopre il nocciolo vero del carattere (io ad esempio quando ho paura e sono stanca divento cattivissima, ma non mollo), ci si aiuta, ci si sopporta, ci si ama.

Io ad esempio ho realizzato nel profondo che ho accanto l’uomo perfetto (per me). Mi completa, mi capisce e mi conosce, anche meglio di me. Riesce a tirare fuori la tigrotta, anche quando da fuori sono solo un lamentoso gattino impanicato. Saggio e un po’ testone, è però abbastanza intelligente da saper chiedere ed accettare aiuto quando gli serve. Premuroso, ma non asfissiante, mi sopporta anche quando sono insopportabile.

E poi mi ama, che non è mica semplice. Ed io amo lui, un po’ di più ad ogni passo che facciamo assieme.



Hello Boys (2)!

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Che dire…

Ora i pensieri e le emozioni sono ancora troppo freschi, ribollenti e caotici per poterli esprimere decentemente. Ci ho provato ma la prosa è risultata miserella. Spero che con maggiore calma nella pausa pranzo le mie dita sulla tastiera riescano a compiere percorsi più aggraziati.
Al momento però vorrei dirvi GRAZIE.

Sono grata a tutti voi e a questo mio piccolo blogghino per avermi dato la possibilità di conoscre ciascuno di voi, a cui oggi sono legata da un sentimento tutto particolare, singolare, speciale, diverso ed anche per questo magnifico. Sono davvero onorata di aver fatto la vostra conoscenza e tutto è stato così bello, immediato ed in un certo senso facile, chè quasi stento a crederci.

Non vedo l’ora di ripetere e mi siete diventati d’un tratto così familiari che mi sembra impossibile non incontrarvi per strada, non avervi come vicini di pianerottolo, compagni di celie quotidiane, amici “del sabato sera”.

Vi abbraccio tutti, stretti stretti e un po’ mi commuovo.

Rosa

P.S. Un abbraccio ed un bacio tutti speciali al mio Tino, che io ho trascinato in questa avventura e che inconsapevolmente e di buon grado è entrato in fretta a far parte del gruppone. Mi hai dato ancora una volta la dimostrazione di quanto speciale tu sia e di quanto io sia fortunata ad averti incontrato. Ti amo.

 



Vita di Coppia… con Leggerezza!

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Versione Maschile

e Versione Femminile

 Quanta Pazienza!!!
Vi segnalo così il mitico Eriadan
E mando un bacino a tutte le coppie che ogni tanto si prenderebbero a mozzichi vicendevolmente, ma con taaaanto ammmooooreeeeee (cioè a tutte le coppie).
Ad esempio, ieri sera il mio Tino mi ha ridotta sull’orlo (e forse anche oltre) delle lacrime, ma non l’ha fatto apposta e comunque io lo ammmmmooooo lo stesso… Anche se un mozzichetto quando torni non te lo leva nessuno 😀


Carini e Coccolosi

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Dopo un terribile sabato passato TUTTO a lavorare -_-”

La Domenica è stata un vero toccasana per i Bubus.

Mattinata con taaante nanne (lontani, ma uniti nella missione riposo 😀 ), e taaante ciaccole con cavalieri di reami vicini vicini e lontaaaani 😉

pranzetto con Tino, coccolotte con Tino, intrattenimento pomeridiano in giardino con famigliole numerose ma assolutamente non moleste (anzi!) Etc. Etc.

Il Tino si è esibito in un perfetto baby-sitteraggio di ben 3 bambini in età da scuola elmentare, deliziando mamme e papà dei suddetti e ingraziandosi oltre misura la suocera.

Super Tino!

La sera poi cenetta con Alberto e Michela, in un ristorante assai charming.

La romantica cornice di una villa padovana di contorno, rovinata solo da un acquazzone che ci ha impedito una passeggiatina nel parco.

Taaante chiacchiere (case, incontri, meeting in programmazione, parti cesarei & naturali, computer agripolis e chi più ne ha più ne metta), cibo buono, ottima compagnia e la gioia per aver azzeccato un regalino di compleanno per Michela, dolce e preziosa come poche.

Ora però ho un sonno….

sonno coccoloso


Mannaggia li pescetti!!!

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Fine settimana casalingo, passato a fare da “balie” a fardelletto+amico del cuore ed a prendersi cura del laghetto che orpsita una trentina di pesci rossi nel mio giardino.

I poveri pesciolini erano agoinizzanti dopo un inverno passato a condividere lo spazio vitale con tonnellate di foglie secche cadute dal canneto che il mio papi ha argutamente piazzato lì accanto 🙁

Risultato: dopo aver passato la mattina a pensare al fatto che sono indebitata per i prossimi 3 anni della mia vita, per aver comprato una macchina bellissima, di cui avrei fatto a meno per un po’ se non fossi una cretina totale, abbiamo trascorso il pomeriggio in t-shirt bermuda e stivaloni di gomma, immersi nella melma fino al c…ollo a svotare più o meno a mano un laghetto da 3 mila litri d’acqua (e melma).

Non paghi, la sera abbiamo scarrozzato i due dolci adolescenti in centro a TV dove l’esimia radio Company aveva organizzato un concerto gratuito iper sponsorizzato riunendo un bel po’ di idoli da teenager e cantanti italiani da classifica. Da segnalare:

 il pessimissimo e osannatissimo Valerio Scanu (gli hanno perfino tirato sul palco un reggiseno… ma non credo sia il suo genere, o sbaglio?!?!?!);

l’adorabile e sempre bellissimo (ma stonato) Sergio Muniz;

Dolcenera, che a me sta sul cazzo, ma è veramente brava;

Arisa, che io adoro, e m’ha quasi fatto commuovere (n.d.r. accanto a me c’erano delle acidone fan di Scanu che l’hanno criticata tutto il tempo rompendomi sommamente le scatole.. appena è andata via dal palco una di loro ha avuto un lieve mancamento: che sia magia nera?!?! L’adorerei ancor di più);

I Bastard Sons Of Dioniso, che confermano la loro simpatia tutta montanara e un’ottima presenza scenica. Li ho apprezzati ancor di più perchè hanno cantato tutti brani loro, sconosciutissimi ma fiki!

Siamo tornati a casa alle 2… aaargh!!!

Domenica con nanne, mega colazione in giardino, ancora lavoretti in giardino, ma solitari stavolta, visto che Tino era tornato a casa  per pranzo da mamma papà e Fratello che sennò si dimenticano che faccia abbia 😛

Io sono insonnolita, indolenzita e poco motivata, ma mercoledì sera arriva la mia Ypsilon “Bianco Biancaneve” 😀

Un bacino a me e a voi per l’inizio settimana, direttamente dalla divina Marylin: