Pilippino Rock :)

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Le nuove prospettive di lavoro per il momento si configurano come segue:

SIVtro – Veterinari etc. etc.

contratto identico al primo (salvo sorprese) per i prossimi 6 mesi: co.co.dèèèè!!

5 mail (minimo) al giorno dal nuovo propositivissimo presidente (a fronte della frequenza mail bi-settimanale nei mesi precedenti)

Un sacco di pressione psicologica in più

un sacco di ottimismo in più 🙂

CSI

il contratto che vince non si cambia, ovviamente (durerà altri 2 anni salvo dimissioni)

Mille milioni di tesseramenti in arretrato da inserire

Più confusione che mai in ufficio: troppa gente che dà priorità, ordini, comandi etc. etc.

Straordinari (non pagati) assicurati ogni sera… in media mezz’ora in più al giorno.

Comincio ad odiarli tutti 😛

 

Ma la più stressata di tutti è mammà: oggi si insedia in casa per la prima volta la nostra nuova “colf per un giorno (a settimana)”.

La poverina è abituata ad occuparsi di:

una casa ordinatissima (sembra un’esposizione di “le Fablier”) e SEMPRE tirata a specchio (retta da zia casalinga ex-infermniera con l’ansia del pulito)

l’appartamentino di Nonna “carroarmato” che a parte avere un carattere tostarello non ha grandi esigenze.

Non oso pensare cosa penserà la povera Lucia quando si ritroverà nel bel mezzo della nostra confusionaria magione, ninnoli e quadri in ogni dove, la stanza degli orrori sempre più incontrollabile (sono 2 mesi che mammà se ne occupa praticamente da sola), vestiti, piumoni, cuscini sparso ovunque e un cesto dei calzini che non è mai stato così pieno.

Ho deciso che faccio un fioretto: se Lucia non fugge stasera mi occuperò di appaiare i 15 kg di calzini del cestone guardando X factor con Mammà 🙂

In tutto questo Mammà s’è pure messa a dieta, ma dieta seria seria:

esami del sangue, dietologo, integratori, niente carboidrati e un ccucchiaio di olio al giorno etc. etc.

e io le ho promesso che la seguirò, così magari ci diamo coraggio all together…

Prevedo tempi cupi di pessimi umori e brontolii di pancia 😛



Per Me e Dudù (lontani dai nostri ammmmmori)…

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Ma un po’ per tutti quelli che spasimano per avere qualcuno fra le braccia..

These arms of mine
They are lonely, lonely and feeling blue
These arms of mine
They are yearning, yearning from wanting you

And if you would let them hold you
Oh, how grateful I will be
These arms of mine
They are burning, burning from wanting you
These arms of mine
They are wanting, wanting to hold you

And if you would let them hold you
Oh, how grateful I will be
Come on, come on baby
Just be my little woman, just be my lover, oh
I need me somebody, somebody to treat me right, oh
I need your woman’s loving arms to hold me tight
And I…I…I need…I need your…I need your tender lips


I’m a survivor I’m gonna make it :)

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Eccoci qui, dopo la trasferta lavorativa più massacrante e stimolante della mia pur giovane vita lavorativa 🙂
Felice tra le braccia del mio bubu, finalmenteeeee 🙂

Nuove prospettive lavorative, per l’appunto 🙂

Taanto inglese, un po’ di francese e un sacco di gente interessante.

Forse tra 6 mesi or so la mia vita potrebbe evolvere. Chissà!

Anyway questi 2 giorni ma hanno dato un po’ di speranza in più, tanto entusiasmo e la voglia di rinnovare questo contratto calvario con i veterinari senza frontiere, voglia che ultimamente m’era un po’ passata 😛

E voi?! Che avete combinato in uqesti giorni che sono stata via?

Kissessssss





In terra Estense

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Per stare un po’ (un bel po’) con Lucy, che fino ad un anno e mezzo fa dormiva con me, cenava con me, studiava con me, viveva con me.

Per respirare un’aria diversa, più libera, intrisa di qualche ideale e sogno in più (alla faccia della signora “CollanaDiPerle-MocassinoTods-BorsaDiCocco” che guardandoci in fila ad aspettare per una conferenza ha esclamato “perchè io mi sono anche rotta di questi qua, penseranno anche di cambiare il mondo, magari…”).

Per riprendere coraggio ed entusiasmo nel mio lavoro padovano, per ricordarmi perchè ho studiato cooperazione allo sviluppo, per sentire i problemi del mondo pressanti almeno quelli di questa stupida italietta.

Per ballare, scatenata e senza pensieri, sulle note mixate da un certo Jovanotto, non più tanto giovane, ma ancora tanto entusiasta ed entusiasmante, in una disco dai muri trecenteschi e dal tetto di cielo.

Per ascoltare, capire, imparare da voci nuove, sconosciute, dimenticate.

Per sentirmi fiera di essere “a big big girl in a big big world” che ha imparato a muoversi con le sue gambette, può fare brigare, andare, girare, senza bispogno di mamma e papà o di un uomo al suo fianco che ne legittimi il cammino (io amo il mio Tino, ma come donna ogni tanto mi viene la “spissa” di dover dimostrare la mia autonomia ed indipendenza a qualcuno e anche a me stessa).

Ecco per tutte queste ragioni ho abbandonato il mio Tino, voi, la mia protestante famiglia, le telecomunicazioni tutte. Un po’ mi sento in colpa, ma mi sono divertita un casinooooooo (anche se mi siete mancati :P)

Sono anche molto fiera del mio Tino, che è stato così democratico da lasciarmi andar via senza protestare più del giusto, ha fatto un po’ di spese per la bimba, e si è preso cura del blogghino.

Sono anche molto grata a voi che l’avete coccolato e consolato in mia assenza.

Taaanti bacini a tutti e buona settimana!!

P.S. se volete l’anno prossimo possiamo andarci tutti insieme al Festival dell’ Internazionale. E’ stupendo, giuro!!



Ho rischiato la vita (e pure la macchina)

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E non scherzo… è un mondo difficile, e il passante è pure peggio.

Dinamica: tir giallo in prima corsia, aigo azzurrina in seconda, io in terza (dritta per la mia strada, poco sotto i 130 km/h).

Il tir si butta in sorpasso, entra in seconda corsia, la signora con la aigo spaventata si butta a sinistra, addosso a me, se non che accortami dallo specchietto della manovra dei due deficenti, mi butto a mia volta a sinistra, dato che c’era una corsietta d’emergenza subito prima del guard rail.

In quello ovviamente accellero, per togliermi di torno il più presto possibile, lo specchietto rientra colpito dalla signora, la mia macchia comincia una serie di sbandate e contro-sbandate, ma riesco a controllarla (per fortuna passata la signora non c’era nessuno in seconda corsia), freno e passata il pericolo comincio a tremare. Qualche Lacrima, ma passa la paura.

Macchina intatta, non so bene come, specchietto praticamente illeso.

La signora ovviamente non s’è fermata dietro di me sulla piazzola, per vedere come stavo. Complimenti!

Grazie al mio bubu che poco dopo l’accaduto m’ha telefonato, quando la sua voce calda è risuonata dal vivavoce mi sono sentita subito meglio.

Che paura!


Il Patatone della discordia

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Si racconta che Zeus allestì un banchetto per la celebrazione del matrimonio di Peleo e Teti, genitori di Achille. Eris, la dea della discordia, non venne invitata. Irritata per questo oltraggio, Eris arrivò presso il banchetto, dove gettò una mela d’oro, con sopra l’iscrizione ???????? (“alla più bella”).

Le tre dee che la pretesero, scatenando litigi furibondi, furono Era, Atena e Afrodite. Esse parlarono con Zeus per convincerlo a scegliere la più bella tra loro, ma il padre degli dèi,
forse consapevole di essere in qualche modo parziale, non sapendo a chi consegnarla, stabilì che a decidere chi fosse la più bella non potesse essere che l’uomo più bello e cioè Paride, mortale frigio, principe di Troia, il quale era anche prediletto dal dio Ares.

Ermes fu incaricato di portare le tre dee dal giovane troiano, ed ognuna di loro gli promise una ricompensa in cambio della mela:

  • Atena, grazie al dono della sapienza, lo avrebbe reso capace di modificare eventi e materia a suo piacimento, finanche a superare le leggi della natura;
  • Era lo avrebbe reso così ricco che i suoi forzieri non sarebbero bastati a contenere le sue gemme e il suo oro, così potente che a un suo gesto interi popoli si sarebbero sottomessi e così glorioso che il suo nome avrebbe riecheggiato fino alle stelle;
  • Afrodite avrebbe appagato i suoi desideri amorosi concedendogli in sposa la donna più bella del mondo, Elena.

Paride favorì di gran lunga quest’ultima scatenando l’ira delle altre due. La dea dell’amore aiutò Paride a rapire Elena, moglie di Menelao, re di Sparta. Questo fatto portò successivamente alla guerra di Troia ragione per cui il pomo d’oro fu chiamato anche “patatone della discordia”.

Cari Bubu-lettori, la storia non mente e vi si possono trarre due insegnamenti:

  1. Tirà più una patatina / carotone (as you wish) che una coppia di buoi.
  2. La merda va spalata verso il basso =LEGGASI=> Zeus mica ha rifilato la rogna della mela al povero Paride per divertirsi … eh no l’ha fatto perchè sapeva che era un’inculata !!

Mia dolce Tina, diamo un bacino alle nostre Dee (tutte e tre assieme) e scordiamoci il patatone della discordia, anche perchè, in fondo, il premio patatone E’ SOLO MIOOOOOOO ! Tiè Tiè Tie

Tino


Patatone Awards

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A grande richiesta assegnerò a scadenza ovviamente irregolarissima i “Patatone Awards”

premi atti a tirare su il morale di chi li riceve e anche a tutti gli altri.

 

Oggi, visto che è la prima volta ne assegnerò tre (d’amor)

  • Gan: Per essere colui che ha ispirato il premio, il primo ad averlo richesto e il più esausto e meditabondo vignaiolo della nostra cumpa. Salamino ridarella -stop-
  • Lore!: Per aver preso una decisione meditata, difficile, sofferta.. Insomma ci vuole un gran coraggio.
  • Poto: per le vicende sentimentali già note, che lo avvolgono in spire sempre più confuse. Coraggio!

P.S. Se qualche mago della grafica, ora un po’ meno oberato dagli impegni, avesse tempo/voglia di creare un logo più decente per i patatone awards ne sarei assai felice 😉



So Romantic!

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In ritardo, as usual…

Colpa mia, del mio lavoretto etto etto che tanto etto non è (nonostante la paga lo sia, sigh!)

Colpa della combinazione auto+pargheggio+treno+vaporetto che si sa non può andare tutta liscia.

Colpa del fatto che quando siamo assieme il tempo ci sfugge dalle mani senza che neanche ce ne rendiamo conto (mai colpa fu più dolce).

Alla fine ci siamo persi Poto, L’Arsenale e i giardini dell’Arsenale. Ma, non me ne vogliano Poto e l’arte se dico che è stato comunque un bellissimo tardo pomeriggio+sera.

Il viaggio in vaporetto intrecciata al mio Tino, con il sole che faceva splendere le onde e le calli, l’incontro con amici vecchi e nuovi, il relax davanti ad uno spritz che guardava la giudecca (se non fosse per quelle stramaledette navi da crociera…. grrrrrrrrrr… Embolo partito!), la ricerca di una cenetta veneziana, le corse dietro alla Vecchia Marple, che pur essendo una Signora corre come un levriero 😀

Il salutarvi dalla porta dell’affollatissimo treno, con quel senso di romantico addio che solo i treni regalano.

E poi una Domenica di fine estate, nanna fino a tardino, la Nonna a pranzo (con conseguente affanno di preparativi, pulizie dell’ultim’ora, scleri mammeschi, che si sa quando arriva la suocera…).

E poi (ovviamente in ritardo) il viaggio fino a Mira, l’abbraccio del mio Tino che sa sempre di pulito e odore di Bubu (che buono l’odore di bubu), un bacio alla scuocera e al suocero, e un luuuungo giro in bici, sugli argini dei canali intorno al Brenta, “Pedalando senza frettaaaaa con il mio Bubu”, via sulla ghiaietta fino a Stra, scorci di Villa Pisani, Case bellissime (che sognooooo), un palio medievale, con moneta medievale, porchetta medievale, rosolio medievale, rugbisti medievali (troppa robbbba per i miei gusti, ma secondo me qualcun’altro avrebbe apprezzato 😛 ).

E poi di nuovo via in bici lungo le rive di questo fiuma calmo e placido, bellissimo, tinto di cielo e di sole.

E poi cenetta, di corsa, e poi l’addio, un lungo bacio e  il rimanere sveglia fino a taardi perchè tu eri in macchina verso Milano.

Ti amo, mi manchi già…